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Stranezze dal mondo

I Suidlanders: vivere nella paura

I Suidlanders: vivere nella paura

Suidlander apre il bunker dove tiene le scorte di cibo
Un Suidlander mostra il proprio bunker di emergenza

Il sudafrica è un paese fortemente multietnico. Al suo interno convivono non senza difficoltà etnie bianche, nere, asiatiche e miste. Con una popolazione nera che rappresenta l’80% degli abitanti totali della nazione, i bianchi sono una minoranza (circa il 7%). 

Tra questi si distingue un movimento religioso e politico: quello dei suidlanders, un gruppo di sudafricani bianchi convinti che il giorno del giudizio arriverà e si presenterà sotto forma di insurrezione della popolazione nera. Secondo il gruppo, ciò causerà il genocidio delle etnie bianche in sudafrica. Per questo motivo passano la vita a prepararsi all’arrivo di quel giorno. Ma da cosa nasce questa paura?

Credo e storia dei Suidlanders:

I Suidlanders furono fondati nel 2006 da Gustav Muller che è ancora a capo dell’organizzazione. Si definiscono organizzazione di difesa civile sotto la legge internazionali.

Gustav muller parla ai suidlanders
Gustav Muller, il fondatore dei Suidlanders

I suidlanders si ispirano alla profezia di Siener van Rensburg, un contadino che, durante la guerra anglo-boera, ha servito come guida spirituale per diversi leader militari boeri. Egli predisse un’insurrezione civile di massa che avrebbe portato ad una guerra di razza in Sudafrica.

Come vivono i Suidlanders? 

La convinzione di un’imminente sterminio influenza le vite dei suidlanders sotto ogni aspetto, a partire dalle loro case. Con alti muri ricoperti da filo spinato  che le circondano queste sembrano infatti vere e proprie fortezze per difendersi dal pericolo esterno. Non solo, i suidlanders sono organizzati per poter impacchettare e trasportare tutto ciò che compone le proprie abitazioni, comprese le piante nell’orto.

Il gruppo è fortemente convinto infatti che ciò che fu predetto da Van rensburg accadrà e non vogliono farsi trovare impreparati. Per questa ragione, le famiglie di suidlanders effettuano delle vere e proprie “prove di evacuazione” dove simulano il giorno del giudizio e scappano, insieme ad altre famiglie per trovare rifugio lontano dalle città. Come testimoniato da questo video:

Vivere nella paura

Donna piange e prega con la famiglia
Donna Suidlander piange e prega prima di un esercitazione

A primo sguardo i suidlanders sembrano i soliti suprematisti bianchi che serbano odio verso le minoranze e le vorrebbero fuori dal proprio paese. In questo caso c’è una piccola differenza: la minoranza sono loro. Credere alle profezie di un contadino vissuto a fine ‘800 è una cosa fanatici e il pericolo è vivo solo nelle loro teste ma a vedere una madre che piange durante un’esercitazione, convinta che il fatidico giorno arriverà davvero fa effetto e, a suo modo, tenerezza.

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Viva il Kombucha

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Paleontologia

Nuove scoperte sullo Spinosauro

 

Il mistero dello Spinosauro

Recentemente ci sono state nuove scoperte paleontologiche a ridefinire (per l’ennesima volta) la vera identità di questo rettile preistorico.

Gli ultimi ritrovamenti hanno convinto gli scienziati che lo Spinosauro era per la gran parte un animale acquatico. A confermare questa teoria è la scoperta della coda, che rappresenta caratteristiche adatte per un ambiente acquatico.

Ibrahim e i suoi collaboratori scovarono nuove ossa della coda di Spinosauro, ritrovate nel Kem Kem Beds, nominato da lui come “il posto più pericoloso nella storia del pianeta Terra.” Parti di uno Spinosauro sono stati scoperti dal terreno, vicino alla città Zrigat, durante il 2007 e il 2008. Tra il 2015 e 2018, il team di Ibrahim tornò, lavorando in un ampia area del sito. Riuscirono a scovare quasi un coda completa appartente allo Spinosauro. Queste ossa non erano neanche di piccole dimensioni, alcune raggiungevano lo spessore di 30 centimetri.

La squadra ipotizzo che la coda dello Spinosauro sarebbe particolarmente efficace a spostarsi in acqua. L’hanno comparata a due code di animali terrestri estinti e a due specie moderni semi-acquatiche, il coccodrillo del Nilo e il tritone crestato, creando modelli 2D e testandoli nell’acqua.

Per rimanere aggiornati su ulteriori scoperte paleontologiche, considerate l’iscrizione alla nostra newsletter per ricevere articoli settimanali!

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Lorem Ipsum

Cos’è Lorem Ipsum?

Lorem Ipsum è un testo segnaposto utilizzato nel settore della tipografia e della stampa. Lorem Ipsum è considerato il testo segnaposto standard sin dal sedicesimo secolo, quando un anonimo tipografo prese una cassetta di caratteri e li assemblò per preparare un testo campione. È sopravvissuto non solo a più di cinque secoli, ma anche al passaggio alla videoimpaginazione, pervenendoci sostanzialmente inalterato. Fu reso popolare, negli anni ’60, con la diffusione dei fogli di caratteri trasferibili “Letraset”, che contenevano passaggi del Lorem Ipsum, e più recentemente da software di impaginazione come Aldus PageMaker, che includeva versioni del Lorem Ipsum.

Perchè lo utilizziamo?

È universalmente riconosciuto che un lettore che osserva il layout di una pagina viene distratto dal contenuto testuale se questo è leggibile. Lo scopo dell’utilizzo del Lorem Ipsum è che offre una normale distribuzione delle lettere (al contrario di quanto avviene se si utilizzano brevi frasi ripetute, ad esempio “testo qui”), apparendo come un normale blocco di testo leggibile. Molti software di impaginazione e di web design utilizzano Lorem Ipsum come testo modello. Molte versioni del testo sono state prodotte negli anni, a volte casualmente, a volte di proposito (ad esempio inserendo passaggi ironici).

Da dove viene?

Al contrario di quanto si pensi, Lorem Ipsum non è semplicemente una sequenza casuale di caratteri. Risale ad un classico della letteratura latina del 45 AC, cosa che lo rende vecchio di 2000 anni. Richard McClintock, professore di latino al Hampden-Sydney College in Virginia, ha ricercato una delle più oscure parole latine, consectetur, da un passaggio del Lorem Ipsum e ha scoperto tra i vari testi in cui è citata, la fonte da cui è tratto il testo, le sezioni 1.10.32 and 1.10.33 del “de Finibus Bonorum et Malorum” di Cicerone. Questo testo è un trattato su teorie di etica, molto popolare nel Rinascimento. La prima riga del Lorem Ipsum, “Lorem ipsum dolor sit amet..”, è tratta da un passaggio della sezione 1.10.32.

Il brano standard del Lorem Ipsum usato sin dal sedicesimo secolo è riprodotto qui di seguito per coloro che fossero interessati. Anche le sezioni 1.10.32 e 1.10.33 del “de Finibus Bonorum et Malorum” di Cicerone sono riprodotte nella loro forma originale, accompagnate dalla traduzione inglese del 1914 di H. Rackham.

Dove posso trovarlo?

Esistono innumerevoli variazioni dei passaggi del Lorem Ipsum, ma la maggior parte hanno subito delle variazioni del tempo, a causa dell’inserimento di passaggi ironici, o di sequenze casuali di caratteri palesemente poco verosimili. Se si decide di utilizzare un passaggio del Lorem Ipsum, è bene essere certi che non contenga nulla di imbarazzante. In genere, i generatori di testo segnaposto disponibili su internet tendono a ripetere paragrafi predefiniti, rendendo questo il primo vero generatore automatico su intenet. Infatti utilizza un dizionario di oltre 200 vocaboli latini, combinati con un insieme di modelli di strutture di periodi, per generare passaggi di testo verosimili. Il testo così generato è sempre privo di ripetizioni, parole imbarazzanti o fuori luogo ecc.

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Social

Piccioni con cappelli da Cowboy a Las Vegas

Piccioni con cappelli da Cowboy?

Attira l’interesse del web la storia dei due piccioni soprannominati “Cluck Norris” e “Coo-lamity Jane”

Una coppia di piccioni è stata trovata a Las Vegas con due piccoli cappelli da Cowboy su misura. Il web si è divertito molto alla vista della coppietta Western, così gli utenti dei social media hanno riportato con entusiasmo gli avvistamenti per entusiasmare l’ilarità dell’evento.

Prime impressioni

Dai primi avvistamenti si credeva in un’ennesimo fotomontaggio divertente, ma dopo pochi giorni l’incredulità divenne interesse nei confronti dei famosi piccioni. Meme, video, post e tweet erano all’ordine del giorno, contornati da ironia e attirando anche la curiosità della salvaguardia animale.

Social

Aprendo con l’esclamazione: “These f*cking birds have hats on, bro!” un repost del video di Bobby Lee ha raggiunto in pochissimo tempo le 2 milioni di visualizzazioni, contornata da commenti del tipo: “There are consequences to legalizing marijuana”

Conseguenze

Mentre tutti erano concentrati sul nuovo meme, Mariah Hillman si precipitò sulla scena per salvare gli uccelli dal pericolo. Dove gli altri vedevano l’episodio come un’atto divertente, lei vedeva la sofferenza dei due piccioni.

Aveva osservato che un cappello di quelle dimensione avrebbe ridotto di molto la visuale periferica dei due animali, rendendoli molto a disagio e privarli della possibilità di vedere eventuali predatori posizionati al di sopra di essi.

Una volta scoperta la posizione, Hillman aveva bisogno di trovare un modo per intrappolare gli uccelli. Dopo pochi giorni ha ottenuto il permesso di posizionare una trappola sul tetto del condominio preferito del gregge. Dopo aver catturato la coppia agì immediatamente alla rimozione dell’oggetto di plastica, così da rendere la storia dei due piccioni Cowboy di Las Vegas una storia divertente e a lieto fine!

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Viaggi

Interrail

Una delle esperienze più belle (e stancanti) che sicuramente non dimenticherò nella mia vita, è stato il mio primo Interrail Germania-Austria, che ho fatto tre anni fa  con due mie amiche.  La cosa più divertente è allo stesso tempo impegnativa è stata quella di organizzare tutto il viaggio da sé.                                      Non era nemmeno una cosa che avevamo pianificato tanto tempo prima, poiché è stato tutto improvviso. E una delle sfide che avevamo era quella di riuscire a fare tutto con il budget che ci eravamo prefissate.

  • Fissatevi un obbiettivo e organizzate step by step

Lo scopo di questo viaggio non era quello di fare un viaggio di lusso, alloggiare in hotel 5 stelle, e spendere senza tenere conto di niente. Volevamo un viaggio diverso, che ci faccia vivere difficoltà ed emozioni allo stesso tempo che ci faccia tornare a casa con un bagaglio di esperienze fantastiche anziché di souvenirs. Volevamo entrare in contatto con una cultura diversa, vedere paesaggi e persone e cose mai viste prima.                                      Abbiamo iniziato a guardarci intorno per capire i posti che volevamo visitare, i posti che ci ispiravano di più, e taac! L'immagine era un pò più nitida.

  • Come muoversi e dove alloggiare?

Come ho detto prima non abbiamo voluto affidarci a un'agenzia per organizzarci il viaggio ma abbiamo fatto tutto da sole dall'inizio fino alla fine cercando di fare tutto per bene per evitare di restare a piedi o senza un posto dove dormire. Il nostro budget era di 500€  a testa, un sacco di posti da visitare(per non parlare di costi extra per i pasti e magari qualche piccola coccola) e non avevamo ne l'intenzione di sforare ne quella di restare al verde dalla prima meta.                                                                                                                                                                                                                        Perciò la scelta più economica che abbiamo avuto per muoverci è stato il Flixbus e in alcuni casi il treno, però vi avviso non dimenticatevi le vostre cuffiette per la musica, un libro o un buon compagno di chiacchierate!

Anche per quanto riguarda l'alloggio abbiamo optato per ostelli o a volte degli Airbnb che erano quelli più alla portata per quanto riguarda i costi, l'importante che non siano in luoghi tanto sconfinati.

Per gli spostamenti all'interno delle città ci siamo fatte bastare dei nostri piedini, poiché non potevamo permetterci di affittare un'auto e poi così sicuramente non scopri ogni piccolo scorcio di una città. Alcune volte se le destinazioni erano troppo lontane tra di loro, prendevamo i mezzi, lo ammetto!

  • Itinerario


  GIORNO1:      Partenza da Torino destinazione Bolzano, lo so è in Trentino-Alto-Adige, però c'è da dire che è abitata da moltissimi tedeschi  tant'è che la il tedesco è la lingua più parlata assieme all'italiano. Poi non potevamo resisterle, in quel periodo ci stavano allestendo anche i famosissimi mercatini di natale che non potevano mancare.                                                                                                                                                                 Qui non ci  siamo fermati a dormire, abbiamo esplorato e gustato la città fino a tardo pomeriggio per prendere un altro Flixbus verso la seconda meta...

        GIORNO2:  Buongiorno da Innsbruck, in questa piccola città austriaca abbiamo passato la nostra prima notte di questo interrail, nella nostra prima colazione tirolese non potevano mancare "lo strüdel" e "la sachertorte", per darci la carica giusta per visitare questa città, piccola ma con tanti colori e panorami mozzafiato da vedere. Verso  pomeriggio ci dirigiamo verso la stazione di Innsbruck per prendere il nostro solito Flixbus e continuare il viaggio 

      GIORNO3/4:   La notte l'abbiamo trascorsa in viaggio e abbiamo dormito in pullman per poi svegliarci a Vienna, per prima cosa ci siamo dirette          verso il nostro Airbnb per docciarci e riprenderci un pò dalle 9 ore di viaggio, tanto il piano era quello di fermarci qui un giorno e mezzo/due giorni per poterla visitare bene.                                                                                                                                                                                                                           Vienna è veramente immensa, troppo bella e troppo in stile liberty, piena di palazzi altezzosi, castelli, paesaggi, tanti giovani e tanta vita.                   Due giorni sono stati veramente soddisfacenti per godersi a pieno la capitale austriaca.                                                                                                           Con il prossimo spostamento dovevamo solcare il confine austriaco per entrare nel territorio tedesco, perciò abbiamo preso il treno.

     GIORNO5:   Dopo 4 ore di treno siamo arrivate finalmente nella prima meta tedesca,Monaco, abbiamo passato la notte qui così abbiamo anche recuperato le ore di sonno e riprese dalla stanchezza del viaggio. Il mattino seguente abbiamo fatto una ricca colazione per affrontare la giornata. La prima cosa che abbiamo notato? I tedeschi sono molto freddi e distaccati, la birrerie sono aperte h24, e che la colazione a base di uova e salsicce fritte non pare essere il massimo.                                                                                                                                                                                                       Continuiamo la giornata scoprendo altre pietanze tipiche e scoprendo la città Bavarese, in cui in ogni angolo si contrappone il neoclassico e il moderno.

    GIORNO6: Questo giorno l'abbiamo dedicato a un'esperienza che secondo me ognuno di noi dovrebbe fare una volta nella propria vita, visitare il campo di concentramento di Dachau, si tratta del primo campo di concentramento nazista, che dista solo un ora di pullman da Monaco, aver avuto la possibilità di vedere da vicino quello che ha fatto la storia è stato veramente toccante e da brividi.

   GIORNO7: Dopo la visita a Dachau ci siamo dirette come solito verso il nostro Flixbus per dirigerci verso una meta un pò più diversa il lago di Costanza (Bodensee) una località in cui ci siamo concesse un pò di relax, aria fresca e passeggiate tra le viuzze con casette e botteghe di legno colorate e un paesaggio mozzafiato, per poi ripartire nuovamente, con direzione Torino. 

  • Conclusione

Tre ragazze, una settimana, due paesi e 500 euro in tasca, di cui ne sono avanzati solo alcuni spiccioli, anche se lungo e a tratti stancante, ne è valsa veramente la pena, perchè solo quando eravamo sul  Flixbus di ritorno verso Torino, abbiamo apprese che quella settimana ci aveva dato veramente tanto, un bagagliaio che sicuramente non avremmo acquisito se ci fossimo fatte fermare dalla paura o dalla lunghezza del viaggio.

 

 

 

 

 

 

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Diventare direttori d’orchestra nel mondo digital

Le aziende si affidano al Digital Strategist per decidere quale siano le migliori strategie di web marketing e social media marketing atte a promuovere brand awareness e prodotti, e quindi è importante che chi vuole assumere questo ruolo abbia una comprovata esperienza nel settore.

Inoltre, questa figura deve avere ottime capacità di comunicazione, dal momento che il consulente in web marketing può dover organizzare meeting e dirigere una squadra. Questo ruolo richiede la capacità di analizzare grandi quantità di dati e di identificare i dati più importanti per l’azienda e la sua offerta digitale.

Le competenze richieste includono una vasta conoscenza delle attuali tendenze del mercato, così come dei prodotti e servizi offerti dalla concorrenza. Il Digital Strategist deve anche essere in grado di lavorare con professionalità con clienti e colleghi per costruire un ambiente di lavoro collaborativo. Anche in Abruzzo questa figura professionale è piuttosto richiesta all’interno delle PMI.

Ovviamente le competenze nell’ambito della strategia di comunicazione pubblicitaria sono indispensabili, così come una solida conoscenza di Web Marketing, SEO, SEM e social media marketing. Per essere operativi in questo lavoro si ha bisogno di maturare un’esperienza di almeno 3-5 anni nel settore nel quale opera l’azienda.

Alcune skills che potrebbero essere richieste in questo lavoro sono:

  • Definire, tracciare, analizzare e creare report su metriche e analytics.
  • Creare, modificare, aggiornare, collegare e condividere video, immagini, testo e grafica.
  • Creare, aggiornare e applicare i principi di stile digitale e attività di branding.
  • Creare strategie e contenuti digitali per attirare utenti.
  • Identificare nuove community e tecnologie per le strategie di marketing.

Impostare controllo scrolldown solo su questa pagina – Done

Impostare tag sui link  – Done

https://it.wikipedia.org/wiki/Riflesso_condizionato

 

 

 

 

 

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How to Produce a Stop Motion Video

How to Produce a Stop Motion Video

We like to experiment with all different types of videos, including stop motion videos from time to time. Stop motion is an animation technique that we’ve used to add quirky visual effects to our videos. We’ve experimented with this hands-on technique to celebrate the holidays, thank our customers, and evenadvertise Wistia.

In this guide, we’ll be covering a few basic steps for making your next stop motion video or sequence.

Deciding on your concept

Stop motion works with all different subjects — people, cars, umbrellas… anything that can move is fair game. Heck, you can make two bananas walk down a street and do a jig if you want to! At Wistia, we’ve mainly focused on small-scale handmade stop motion scenes (because they’re more manageable), and we’ve learned a few things along the way about creating a makeshift studio. Read on to learn all of our secrets.

Setting up a stop motion studio

If you aren’t planning on building a more permanent stop motion studio in your office, here are a few quick tips to set up your own stop motion studio on the go!

Find a stable table or surface

Get yourself a solid table that doesn’t have wheels (or if it does, make sure you can lock them in position). This will make sure your setup and shot won’t move from frame to frame in your video.

Be wary of light

Try to find a room where you can block out all natural light. Light from the sun can change quickly, and the slightest shift (from a cloud or the sun changing position) will be noticeable in your video. If you can find a closet that fits a table and your camera setup, you’re in luck. Conference rooms work great too! Your goal is to have flat, even light, just like you would use for a talking head video. A lot of times, one well-placed light with some diffusion will do the trick. You can use softboxes or key lights to achieve this effect, or a clip light can work just as well. Just watch out for any hotspots or reflections.

Set up a backdrop

Seamless paper works great for stop motion videos. We’ll usually opt for the 4-foot paper roll as opposed to the 9-foot, since we’re working with a smaller video frame. We grab a couple of light stands, a cross bar, and our paper color of choice. Then, we use clips to fasten the paper to the table.

 

Steady your camera

Once you’ve locked down your table’s position, you’ll want todo the same with your camera. For a quick stop motion setup, and not a permanent installation, we use just a regular old tripod. Make sure your tripod legs and center column are all locked down, as well as the tripod head. If you’ve got a sandbag handy, try clipping it to your tripod to add some extra weight.

Choose what format you want to shoot in

Since stop motion is all pictures, you have complete control over the frame rate and the quality. We’ll usually shoot in JPEG instead of RAW for a quicker workflow in post, and set the quality at medium. Most stop motion videos are between 12fps and 24fps (1920×1080). You can decide what style you want to shoot in, so experiment

Capture a few blank frames

Shoot a few pictures before you start any action and a few more after the action ends. This will help with timing, and it might come in handy if you end up needing to insert black space into your edit. Blank frames can also be useful if you want to “pause” the motion at any point in your video.

Go section by section

If you mess up one section of the video, start that section over again. Just like shooting a live-action video, you can do multiple takes!

If production goes well, this process should actually go pretty quickly. Dump all the pictures into a folder and then head into Premiere. With Premiere open, go to File > Import and navigate to the first picture you took.

Select that picture and check “Image Sequence.” This will turn all of your pictures into one cohesive timelapse, which is essentially what a stop motion video is. From here, all you need to do is adjust the timing and pacing, add some music (and sound effects), and pat yourself on the back. You did it! Now get out there and starting animating!

Did you like the article?  Read also:

History of Stop Motion
The secrets of Nightmare before Christmas
Fantastic MR. FOX

FOR TECHNICAL SUPPORT, ADVICE AND MORE, WRITE US TO OUR MAIL!

 

 

 

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Fabrizio Vargas Bosco

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Nina Simone

Biografia  Soul, gioie e dolori

Nata il 21 febbraio 1933 a Tryon nel North Carolina (USA), Eunice Kathleen Waymon era la sesta di otto figli. Dall'età di sette anni suonava il piano e l'organo e cantava con le sue sorelle all'oratorio della chiesa. Ma il pregiudizio razziale che era endemico nel profondo sud negli anni '40 l'ha condizionata per molto tempo. Successivamente ha descritto come l'evento formativo della sua vita uno spettacolo in cui, a 12 anni, suonava il piano della biblioteca locale, ed ai suoi genitori è stato chiesto di restare in piedi nella parte posteriore della sala in quanto "neri".

Con il contributo finanziario della Comunità di colore locale, che ha partecipato con orgoglio collettivo al suo precoce talento, è stata iscritta al collegio delle ragazze ed alla scuola di Juilliard di musica a New York. Il suo addestramento classico si è bruscamente fermato a 21 anni, quando gli è stata rifiutata una borsa di studio dalla "Curtis School of Music in Philadelphia." Per necessità ha accettato un lavoro al "Midtown Bar and Grill", di Atlantic City nel luglio del 1954. Per la prima notte ha suonato musica classica e gospel al piano senza aprire bocca. La notte seguente Harry Seward, il proprietario del locale, le ha chiesto di cantare oppure di trovarsi un'altro lavoro. Ha cominciato così, con riluttanza, una carriera di cantante dedicandosi tre anni dopo al jazz e al blues. "Sono dove avete sempre desiderato ma non sto suonando Bach," ha scritto una volta ai suoi genitori.

Il suo primo album, del 1958, fu un debutto fenomenale (il suo primo milione di vendite), e comprendeva "I loves you, Porgy" e "My baby just cares for me". Cantando il gospel, il jazz e il blues, ha poi lavorato per parecchie case discografiche mentre, a partire dal 1963, ha iniziato a lavorare stabilmente con la Philips (sette album in quattro prolifici anni). E' in questo periodo che ha registrato alcune delle sue canzoni più incisive,"Old Jim Crow" e "Mississippi Goddam", che si sono trasformate in un inno per i diritti civili. Era amica ed alleata sia di Malcolm X che del Dr. Martin Luther King (1960). I souvenirs di entrambi gli uomini sono sempre rimasti con orgoglio nel soggiorno della sua casa nel sud della Francia fino alla sua morte.

Nina Simone ha infatti lasciato l'America alla fine degli anni '60, accusando sia il "FBI" che la "CIA" di non essersi mai seriamente preoccupati del problema del razzismo. Per i 25 anni successivi ha girato il mondo, vivendo alle Barbados, in Liberia, in Egitto, in Turchia, in Olanda ed in Svizzera prima che si fermasse a Aix-en-Provence nel 1994. Qui ha posseduto la sua prima casa. In seguito al polemico abbandono dell'America, i suoi album sono usciti sporadicamente, come "Baltimore" nel 1978.

Quando Chanel ha usato "My baby just cares for me" per un annuncio alla televisione, una nuova generazione ha scoperto la sua musica e lei si è trasformata in una'icona del jazz degli Anni'80.

La cantante afroamericana si è sposata due volte, ha avuto una figlia e ha condotto una difficile vita personale. Ha avuto rapporti difficili con una serie di uomini potenti e spesso violenti. In una sua autobiografia, "I put a spell on you", ha raccontato come è stata picchiata dal suo manager e marito Andrew Stroud. In Liberia, dove ha vissuto per quattro anni, aveva intrapreso un rapporto con Earl Barrowl, Primo Ministro delle Barbados. Verso la fine degli anni '70 è stata assalita dall'uomo con cui viveva tanto che è dovuta andare all'ospedale. Successivamente è stata compagna di C.C. Dennis, un importante politico locale, con conseguenze ugualmente infelici. Tant'è vero che nel 1980, quando lei era fuori dal Paese, suo marito Dennis è stato ucciso dalla pallottola di un criminale.

Intorno alla sua vita privata circolano comunque decine di aneddoti. Pare che abbia annullato un concerto a Londra senza avviso perché "turbata" per una ferita occorsa al suo cane: o che, nel 1988, abbia chiuso un meeting tirando un coltello. Nel 1996, invece, è stata spiccata contro di lei una sentenza dai magistrati francesi per avere sparato in aria con un fucile, allo scopo di spaventare due ragazzi che giocavano nella piscina di una villa accanto alla sua. Ma Nina Simone ha comunque continuato a proporre performance memorabili, l'ultima delle quali in Gran Bretagna nel mese di agosto 2001 al Festival di Bishopstock. Anche se ha ammesso pubblicamente di esibirsi soltanto per soldi, è stata acclamata dal pubblico ancora una volta con enorme calore.