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Come Farsi Lasciare

Come farsi lasciare

separazioneLa relazione con il tuo o la tua partner non funziona più? Non riesci a dirgli “è finita”? O forse non vuoi vedere la sua reazione quando vi lasciate? Forse scaricare qualcuno non fa per te. Ecco qualche modo per farsi lasciare, ma fai attenzione perché ciò potrebbe rovinare anche la vostra amicizia.

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Il miglior Computer per un SEO

INTRODUZIONE

Innanzitutto benvenuto sul nostro Blog “Ci fai o ci SEO?“, il primo Blog dedicato ai SEO in erba che desiderano trovare tutte le informazioni per crescere in questa giungla selvaggia fatta di dati, applicativi e terminologie tecniche che vi farà “uscire il sangue dal naso” come dice sempre il mio insegnante di Web Analytics!

Chi è un SEO ?

Se ti trovi qui, magari per caso, non sapendo chi è davvero un Seo, direi che una didascalia alla Wikipedia sia doverosa (perché ogni domanda che ti venga in mente, ricorda mio giovane Seo, Google ti saprà rispondere!).

Il SEO Specialist è una figura fondamentale e sempre più richiesta. Le sue competenze spaziano dall’ambito del web Marketing, a quello dell’informatica, della semantica, della web analytics. Una figura poliedrica che deve avere come principale caratteristica quella di imparare ed evolversi velocemente, per stare sempre al passo coi tempi.

Il SEO Specialist è il professionista che riesce a fare arrivare del traffico qualificato verso il tuo sito web, posizionandolo per le tue parole chiave strategiche nelle prime pagine dei motori di ricerca : Yahoo, Bing, Baidu, Yandex e Google in primis.
Potremmo definirlo 
il miglior amico del tuo business online, una figura indispensabile per portare avanti una strategia di marketing digitale di successo.”

Qual è il device/pc perfetto per un Seo?

In un mondo sommerso di tecnologia, comprendo benissimo che ci possa essere tanta indecisione su quale device comprare come compagno di lavoro!
Ma noi di “Ci fai o ci SEO?” siamo qui per aiutarti in questa scelta difficile facendo chiarezza fra “Mac o Windows?”; “Portatile o fisso?”; “16gb di ram o 728gb di ram?”.
Come il mondo in cui lavorerai, anche l’elettronica di consumo è una giungla, ma basta riuscire ad avere bene in mente le proprie esigenze e ciò che si andrà a fare per comprendere anche quale acquisto sia più adatto.
Non siamo designer, grafici o video-maker (per quello ti consiglio il nostro articolo “Grafico ci nasci o ci diventi?” scritto dal nostro grande Blogger Ivano Livoloso, esperto di grafica e docente presso l’Istituto mondiale del Design) e sicuramente ci ritroveremo a lavorare con programmi appartenenti alla Suite Adobe come Illustrator e Photoshop per piccoli lavori che non necessitano di forza bruta!
Ma allora, quali sono i parametri che devo impostarmi mentalmente per scegliere il mio Pc?

Per te abbiamo scelto 5 laptop che secondo noi sono i migliori per un Seo, che sia in erba o esperto, e li abbiamo suddivisi dal meno caro al più costoso per accontentare tutte le tasche.

Cominciamo!

Il miglior laptop sotto i 500€

La fascia al di sotto dei 500€ è molto insidiosa, nascondendo buoni affari e dispositivi con troppe lacune risultando poi una perdita di soldi.
Ma, dopo una lunga ricerca, ecco a voi il miglior laptop sotto i 500€ per un Seo!

Microsoft Surface Go – 499€

Nell’esatto momento in cui stiamo scrivendo, il Microsoft Surface Go è in offerta a soli 499€ da Euronics nella versione che interessa a noi!
“Il Surface Go offre ogni giorno le prestazioni di un laptop, la portabilità di un tablet e un eccezionale touchscreen con la potenza di Windows 10 Home”, così lo descrive il sito di Microsoft riassumendo il grande potenziale di un prodotto che potrà essere il vostro compagno di avventure ogni giorno.

Prestazioni
  • Schermo: 10” PixelSense 1.800 x 1.200 3:2 217 ppi touch con Gorilla Glass 3
  • CPU: Intel Pentium Gold 4415Y
  • RAM: 8 GB (1.800 MHz)
  • Memoria interna: 128 GB SSD
  • Webcam: 1080p@30fps
  • Connettività wireless: Wi‑Fi 802.11 ac, Bluetooth 4.1
  • Porte: 1x USB-C (no Thunderbolt), jack audio, microSD, surface connect
  • Peso: 524 grammi (tablet) + 244 (tastiera)
  • OS: Windows 10 S

Dalle specifiche del modello che abbiamo avuto in prova con 8 GB di RAM, le prestazioni sono sempre state adeguate ai task che abbiamo svolto sul nostro Surface Go, senza incertezze o rallentamenti, nonostante il processore non così potente.
Da novizi o esperti Seo, ci ritroveremo spesso ad utilizzare Google Chrome che, come tutti sapranno sicuramente, non spicca per la sua leggerezza ma, nonostante ciò, il Surface riesce comunque a garantire l’esperienza di navigazione che ci aspetteremmo da un hardware del genere, rimanendo fluido e disinvolto a patto di non avere troppi tab aperti nello stesso momento.

 

Materiali e design

I Surface, fin dal primo modello, hanno saputo distinguersi a livello di design e costruzione impeccabile, attraverso una scocca di alluminio che si fa notare attraverso un Touch&Feel che vi farà credere di avere fra le mani un prodotto ben più costoso di quello che in realtà avete acquistato.

Lo schermo da 10 pollici e 217 ppi risulta ben visibile in quasi tutte le angolazioni, facendo notare una buona qualità del componente che sarà sotto ai nostri occhi per la maggior parte del tempo. I colori sono vividi e risulta ben tarato, accompagnandoci anche nelle sessioni di “grafica” che come giovani Seo ci ritroveremo a dover intraprendere.
Risultano importanti le cornici dello schermo che, ad onor del vero, sono state la soluzione più pratica per raggiunger un buon compromesso fra qualità e prezzo, risultando comunque non così fastidiose su un dispositivo di questa grandezza.

Le porte disponibili sono quelle che ci aspetteremmo in dispositivi di fascia più alta, includendo anche l’ormai sempre più raro jack audio e addirittura lo slot MicroSD attraverso cui potremo espandere la memoria del nostro 2 in 1.

Il peso di soli 524 grammi inoltre, ci assicurerà di avere una macchina agile e portatile, pronta ad ogni utilizzo sul treno o in un bar, risultando comoda come pochi dispositivi di questa grandezza riescono oggi ad essere.

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Fotografia

Josef Sudek

Biografia

Josef Sudek (1896 – 1976) è stato un fotografo cecoslovacco, soprannominato il “Poeta di Praga”.

Fu arruolato nell’esercito nel 1915 e assegnato al fronte italiano dove perse il braccio destro. Interessato alla fotografia già negli anni precedenti la Grande guerra, Josef Sudek approfondisce le sue competenze durante una degenza di tre anni nell’ospedale militare. Uscito dall’ospedale si stabilisce a Praga ospitato dall’istituto per gli invalidi di guerra dove resterà fino al 1928. Nel 1920 diviene membro del Circolo dei fotografi dilettanti, nel 1922 si iscrive alla Scuola di Arti Grafiche di Praga e iniziando a fotografare professionalmente. Nel 1924 fonda la Società fotografica ceca e inizia il suo studio sulla ricostruzione della Cattedrale di San Vito che prima interrompe a causa di una crisi personale e poi completa nel 1928 con la pubblicazione del suo primo libro.

Dopo la sua prima mostra personale nel 1933, l’opera di Sudek fu esposta accanto a quella di altri artisti, come Man Ray, all’esposizione internazionale di fotografia di Praga nel 1936. La sua prima mostra nell’Europa occidentale fu nel 1974 al George Eastman Museum. Espose inoltre al Musée National d’Art Moderne di Parigi. Morì all’età di 80 anni dopo aver curato la sua ultima mostra al Museo di Arti decorative a Praga. Nel corso della sua vita ha pubblicato 16 libri.

 

Soggetti e stile

I soggetti del primo periodo sono i suoi ex compagni di degenza in ospedale, mentre dal 1926 la sua attenzione si rivolge particolarmente a Praga di cui evidenzia le architetture complesse, anche in fotografie panoramiche, e che rappresenta quasi sempre priva di persone. Sudek stesso a tale proposito dichiara: “Non ci sono molte persone nelle mie fotografie, in particolare nei paesaggi. E c’è un motivo, capisci: mi ci vuole del tempo per preparare tutto. Qualche volta la gente c’è anche, ma prima che io sia pronto se ne sono andati. E allora cosa posso fare, non voglio certo costringerli a tornare”.[5]

Moltissime le fotografie dedicate agli oggetti quotidiani. La sua abitazione gli offre lo spunto per la ricerca fotografica che durerà tutta la vita, gli oggetti più comuni e semplici e la luce naturale sotto la quale Sudek scatta assumono nelle sue foto un stile realistico romantico col quale egli si distingue.

Galleria

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Consigli SEO

Ottimizzazione SEO copy

Pillole di SEO

 Scrivere contenuti efficaci

I contenuti sono uno degli aspetti fondamentali per ottenere un buon posizionamento. L’algoritmo di Google infatti identifica i contenuti di alta qualità che siano anche pertinenti alle intenzioni di ricerca degli utenti. Ecco 10 consigli preziosi di SEO Copywriting per l’ottimizzazione di contenuti online efficaci e per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.

Collana di libri con copertina stile WordPress

10 COMANDAMENTI      DEL SEO COPYWRITING

Non avrai altro Dio all’infuori di Google

L’obiettivo di ogni copy dovrebbe essere scrivere utilizzando un linguaggio naturale che incontri quello richiesto dai lettori.            Il SEO Copywriting non è solo la capacità di realizzare contenuti efficaci e ottimizzati per i motori di ricerca, ma anche offrire un valore aggiunto all’esperienza del lettore e conquistare il suo apprezzamento.

Non nominare le keyword invano

L’articolo deve essere leggibile, con scrittura fluida e comprensibile. Non deve solo spiegare la parola chiave, ma offrire qualcosa di valido per ricompensare il tempo speso sulla pagina dall’utente. Dunque, evitate il keyword stuffing e le forzature per inserire le parole chiave.

Ricordati di santificare il contenuto

La struttura e l’ideazione dell’articolo aiutano a raggiungere l’obiettivo della qualità. La brevità è fondamentale per conquistare il lettore. Evitare lunghi blocchi di parole per agevolare la leggibilità del testo.  Pertanto, incuriosite attraverso una sintesi che anticipa gli argomenti trattati e suddividete il pezzo in brevi paragrafi.

Onora la grammatica e la sintassi

Bisogna scrivere bene. Non commettere errori grammaticali, fare attenzione a concordanze, punteggiatura e rispettare la sintassi. Cercate di utilizzare un vocabolario ampio con sinonimi e variazioni linguistiche che appartengono allo stesso campo semantico della keyword principale.

Non uccidere la creatività

Conquistare il lettore con testi accattivanti, piacevoli, originali, interessanti e utili. Il copy deve riuscire a farsi leggere, deve trattenere e intrattenere il lettore, invitarlo ad approfondire l’argomento. Inoltre il linguaggio non dovrebbe essere né troppo difficile né troppo banale.

Non commettere atti impuri

Media che vai, tono che usi.  Il copywriter efficace conduce il lettore per mano adattandosi al contesto. Ogni canale ha le sue forme di espressione e il tono di un pezzo è decisivo per l’obiettivo. Scrivere online significa realizzare un testo interessante per un ipotetico lettore che non sottragga tempo prezioso alla sua navigazione.

Non rubare (male)

Copiare bene è un’arte non facile” diceva Umberto Eco.
Ricercate sempre l’originalità del contenuto. Cercate ispirazione da altri articoli e siti competitor, ma con la capacità di com-prendere con criterio, trasformare e fare nuovi questi concetti.

Non dire falsa testimonianza

I copy dovrebbero mirare a fornire informazioni concrete e il più possibile “oggettive”. Per catturare il lettore si può iniziare da dati, statistiche, eventi, studi o ricerche autorevoli per approfondire il tema, inserendo le keyword in maniera naturale del discorso.

Non desiderare le immagini di altri

Le immagini sono spesso sottovalutate, ma hanno un potenziale enorme anche per il traffico. Testo e immagini devono comunicare insieme visivamente, stilisticamente e nel contenuto.                      Per una buona ottimizzazione delle immagini bisogna inserire un titolo, una descrizione e un alt-text efficaci. Ricordatevi di rispettare sempre i diritti sulla riproduzione per evitare noie e grane.

Non desiderare lo stile degli altri

Il copy non può copiare lo stile di un altro, anche se vincente. Quindi, sviluppate uno stile personale e unico, distinguibile e di carattere, che possa essere riconoscibile e memorabile.

Ecco il video su Seo Copy di Gennaro Mancini

E voi?

Avete i vostri comandamenti? Avete letto bene i nostri preziosi consigli di SEO Copywriting per l’ottimizzazione dei contenuti?

Ne aggiungereste degli altri a quelli fin qui indicati? D’altronde nessuno ha detto che debbano essere 10, sempre che non si sia deciso di inciderli su pietra, questo è ovvio.

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Charles Leclerc

Charles Leclerc

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Charles Leclerc ( Monaco, 16 ottobre 1997) è un pilota automobilistico monegasco, campione della GP3 2016 e della Formula 2 2017, pilota della Scuderia Ferrari dal 2019. Ha fatto parte dal 2016 al 2018 della Ferrari Driver Academy e nel 2018 ha corso in Formula 1 per la scuderia Alfa Romeo Sauber F1 Team.

È il primo pilota monegasco ad aver vinto un Gran Premio di Formula 1, nonché il pilota più giovane della storia ad aver vinto un Gran Premio al volante di una vettura della scuderia di Maranello.

Il suo numero di gara è il 16.

Carriera

Nato a Monaco, Leclerc è stato amico d’infanzia di Jules Bianchi e ha cominciato a correre con i kart sul tracciato di Brignoles, gestito dal padre dello stesso Bianchi. Come Jules, Leclerc si unì alla compagnia di management ARM, diretta da Nicolas Todt.[1][2]

Kart

Leclerc ha cominciato la sua carriera nei kart nel 2005, vincendo il campionato PACA francese nello stesso anno, nel 2006 e nel 2008[3]. Nel 2009 è diventato il campione cadetto francese, prima di spostarsi nella classe KF3 nel 2010, dove ha vinto la Junior Monaco Kart Cup[4]. Ha proseguito a correre in KF3 nel 2011, anno in cui ha vinto la coppa del mondo CIK-FIA KF3, il trofeo Academy CIK-FIA e i Master dell’ERDF Junior Kart[5]. Negli anni Leclerc è diventato anche membro della compagnia ARM di Todt.[6][7]

Leclerc è passato alla categoria KF2 nel 2012 con l’ART Grand Prix e ha vinto il titolo WSK Euro Series[8], oltre a chiudere al 2º posto nel campionato europeo CIK-FIA KF2 e nel campionato del mondo di Kart CIK-FIA Under 18[9].

Il 2013 è stato l’ultimo anno in cui Leclerc ha corso nel mondo del karting. Ha ottenuto un 6º posto nel campionato europeo CIK-FIA KZ1 e un 2º posto nel campionato del mondo CIK-FIA KZ, dietro all’attuale pilota di Formula 1 della Red Bull, Max Verstappen[10].

Formula Renault 2.0

Nel 2014 Leclerc è passato alle monoposto, correndo nella Formula Renault 2.0 Alps per la squadra britannica Fortec Motorsports[11]. Durante la stagione ha ottenuto sette podi, tra cui due vittorie, una delle quali a Monza[12], mentre l’altra è arrivata nel round finale a Jerez, dove precedette il russo Matevos Isaakyan[13]. Ha concluso il campionato al 2º posto alle spalle di Nyck de Vries su Koiranen[14].

Leclerc ha partecipato anche all’Eurocup Formula Renault 2.0, di nuovo con la Fortec, come pilota ospite. Nelle sei gare che ha disputato, ha concluso sul podio tre volte. Spiccano in particolare un 2º posto al Nürburgring e all’Hungaroring[15].

Formula 3

Leclerc ha partecipato alla Formula 3 europea nel 2015, alla guida di una vettura della squadra olandese Van Amersfoort[16]. Nel primo evento stagionale, tenutosi a Silverstone, Leclerc ha ottenuto la pole position in gara-2 e gara-3 dopo che il poleman originario, Felix Rosenqvist, è stato escluso per motivazioni tecniche[17]. Ha vinto la sua prima gara nello stesso weekend, in gara-3, davanti ad Antonio Giovinazzi e Jake Dennis[18]. La seconda vittoria è arrivata nel weekend di gara successivo a Hockenheim, nuovamente in gara-3, mentre nelle altre due gare ha ottenuto due podi e tre vittorie tra gli esordienti[19]. Leclerc ha vinto per la terza volta in gara-1 a Spa-Francorchamps, cosa che gli ha permesso di prendere il comando del campionato. A ogni modo, Leclerc ha concluso la stagione al 4º posto, principalmente a causa dei danni al telaio avuti in seguito a un incidente con Lance Stroll a Zandvoort.

A novembre 2015, Leclerc ha chiuso al 2º posto il Gran Premio di Macao.

GP3 Series

Nel dicembre 2015 Leclerc ha partecipato ai test poststagionali della GP3 con ART Grand Prix e Arden International. A febbraio 2016 Nyck de Vries ha confermato che Leclerc avrebbe corso nella stagione 2016 della GP3[20] e la ART Grand Prix lo ingaggiò la settimana successiva.

Il 26 novembre, dopo Gara 1 del gran premio di Abu Dhabi, si laurea campione della GP3 nonostante il suo ritiro durante la corsa.

Formula 2

Leclerc pilota del team Prema Powerteam in Formula 2 nel 2017

 

 

La settimana successiva alla sua vittoria del titolo in GP3, si ebbe la conferma che Leclerc sarebbe salito in Formula 2 per la stagione 2017 con la scuderia Prema Racing, insieme al compagno Antonio Fuoco, anch’egli parte della Ferrari Driver Academy.

Leclerc domina la prima parte della stagione con 5 vittorie e 7 podi nelle prime 12 gare. Nei primi 7 appuntamenti della Formula 2 ottiene tutte e 7 le pole position, l’ultima però, ottenuta nel Gran Premio di Ungheria, gli viene tolta per una squalifica dovuta a un’irregolarità di un elemento del differenziale sulla sua monoposto e viene assegnata al pilota Oliver Rowland alla guida della DAMS[22]. Questo non permette al pilota della Prema Powerteam di eguagliare il record di pole consecutive nella categoria che condivide con Stoffel Vandoorne. Nell’appuntamento di Spa-Francorchamps ottiene la pole numero 7 sotto una tempesta d’acqua, e domina tutta la feature race con 36 secondi di vantaggio sul secondo classificato Oliver Rowland. Entrambi verranno però squalificati dalla direzione gara per un’irregolarità al fondo delle vetture. Nella gara sprint, costretto a partire dal fondo, il pilota monegasco esegue una rimonta fino al quinto posto. A Monza le cose non vanno per il verso giusto. Si qualifica solo settimo nella feature race e, mentre lotta per la prima posizione con Nyck De Vries, i due si scontrano (De Vries verrà penalizzato a fine corsa) e perdono il controllo delle loro vetture. Leclerc finirà la gara in 17ª posizione. Nella gara sprint Charles è costretto ancora a recuperare dal fondo, riuscendo a risalire fino alla nona posizione.

Nel weekend del Gran Premio di Jerez Charles ottiene la pole numero 8 battendo il record di maggior numero di pole nella categoria detenuto da Stoffel Vandoorne. In Gara 1 Leclerc ha una buona partenza e mantiene la leadership della corsa. Nelle fasi finali entra in pista la Safety car per un contatto tra Matsushita e Ferrucci, questo permette a Oliver Rowland di tornare negli scarichi del monegasco e provare a tenere aperto il campionato; infatti, a Leclerc basta finire a punti davanti a Rowland per vincere matematicamente il titolo di Formula 2. Leclerc resiste agli attacchi del pilota della DAMS e si porta a casa il titolo con 3 gare d’anticipo[24]. In gara 2 parte 8º, per l’elevato degrado delle gomme lui e il compagno di squadra Antonio Fuoco sono costretti a entrare ai box, Leclerc riesce a recuperare fino alla 4ª posizione ma sempre per l’elevato degrado, nell’ultimo giro, viene superato prima da Luca Ghiotto e poi dal compagno per poi essere beffato sul traguardo da Nyck De Vries. Finisce la gara in 7ª posizione. Nella gara successiva, ad Abu Dhabi, si qualifica soltanto sesto terminando la gara in seconda posizione dopo la squalifica di Oliver Rowland e Antonio Fuoco. In gara 2 parte quindi settimo. Dopo una grande rimonta coronata da un sorpasso magistrale all’ultimo giro, si aggiudica la sua settima gara della stagione eguagliando il record di vittorie in una stagione di Stoffel Vandoorne.

Conclude il campionato in prima posizione con 282 punti.

Formula 1

 

 

 

 

 

Leclerc collaudatore della Haas nel 2016

 

Nel marzo 2016, Ferrari annunciò che Leclerc sarebbe stato uno dei due nuovi piloti inseriti nel Ferrari Driver Academy (di cui anche Bianchi faceva parte) e che sarebbe diventato collaudatore di Haas e della stessa Ferrari[25]. Proprio nelle vesti di collaudatore, partecipa alla prima sessione di prove libere del Gran Premio di Gran Bretagna dello stesso anno guidando la monoposto della squadra statunitense. Il 9 maggio 2016 prova la Ferrari F14 T sul circuito di Fiorano: compie 300 chilometri, necessari per l’ottenimento della Superlicenza FIA.

 

Ad agosto del 2017, Leclerc esegue la prima giornata di test a Budapest a bordo della SF70H con la Scuderia Ferrari ottenendo il miglior tempo di giornata. Sempre nello stesso mese guida ancora una volta per la Ferrari nei test Pirelli 2018.

Leclerc tester per il team Sauber nel 2017

Il 22 settembre 2017 viene ufficializzata la sua partecipazione a 4 sessioni di prove libere del campionato 2017 con la Sauber.[26]

Il 29 settembre seguente svolge la prima sessione di prove sotto la pioggia nel Circuito di Sepang con il team Sauber e finisce la sessione in 16ª posizione, mettendosi alle spalle il compagno Pascal Wehrlein.

 

2018: Sauber

Leclerc a bordo della Sauber C37 nelle prove libere del Gran Premio di Cina 2018

Il 29 novembre partecipa al secondo giorno di test nel circuito di Abu Dhabi a bordo della monoposto della scuderia elvetica per ricavare dati sulle mescole Pirelli che saranno in uso nella stagione 2018. Il 2 dicembre dello stesso anno viene ufficializzato come uno dei due piloti titolari del team Sauber per il Campionato di F1 2018, accanto a Marcus Ericsson che viene riconfermato.[27]

 

Nella prima gara stagionale ottiene un 18º posto in qualifica e un 13º in gara, a 20 secondi dalla zona punti. Dopo alcuni weekend di gara difficili, in cui non riesce a mettersi particolarmente in luce, nel Gran Premio d’Azerbaigian 2018 conquista i suoi primi punti grazie a un brillante sesto posto, che gli vale 8 punti in campionato. Nelle gare successive, con l’eccezione del Gran Premio di Monaco, ottiene diversi piazzamenti in zona punti; nel Gran Premio d’Austria, in particolare, si piazza 9º con Ericsson 10º, ottenendo un doppio piazzamento a punti per la Sauber, cosa che non succedeva dal Gran Premio di Cina 2015.

Nella gara successiva, a Silverstone, è costretto al ritiro per una gomma mal fissata al pit stop mentre era ottavo. In Germania, dopo una buona qualifica, termina nelle retrovie, messo in difficoltà dalle condizioni meteo miste. Nel Gran Premio d’Ungheria è costretto al ritiro per un contatto avvenuto durante il primo giro. Si ritira nuovamente nel Gran Premio del Belgio, in cui rimane coinvolto in un incidente alla prima curva, e arriva undicesimo nel Gran Premio d’Italia a Monza.

Nelle gare successive ottiene due piazzamenti a punti consecutivi: il nono posto al Gran Premio di Singapore e il settimo al Gran Premio di Russia, arrivando al traguardo dietro ai piloti dei tre top team. Nei due Gran Premi successivi, in Giappone e Stati Uniti, si ritira rispettivamente per un testacoda e per i danni subiti a seguito di un incidente con Grosjean, mentre nel Gran Premio del Messico e nel Gran Premio del Brasile giunge settimo al traguardo, permettendo alla Sauber di sorpassare la Toro Rosso e portarsi all’ottavo posto della classifica costruttori. Conclude la stagione 13º con 39 punti.

 

2019-presente: Ferrari

Leclerc sulla Ferrari SF90 durante il Gran Premio d’Austria 2019 al Red Bull Ring

L’11 settembre 2018 la Scuderia Ferrari annuncia che il pilota monegasco, a partire dalla stagione successiva, avrebbe sostituito Kimi Räikkönen, affiancando Sebastian Vettel.[29][30] Leclerc scende in pista per la prima volta con la sua nuova monoposto, la SF90, nella seconda giornata dei test prestagionali di Barcellona, facendo segnare il primo tempo in classifica giornaliera.[31]

Nella prima gara stagionale, in Australia, conclude al quinto posto. Nella gara successiva, il Bahrein, diventa il secondo pilota più giovane nella storia della Formula 1, dopo il compagno di box Vettel, a conquistare una pole position, all’età di 21 anni e 165 giorni; il giorno dopo coglie anche il suo primo podio e giro veloce in Formula 1, concludendo al terzo posto una gara che il monegasco conduce per la maggior parte, salvo poi cedere i due gradini più alti a Lewis Hamilton e Valtteri Bottas a causa di un problema al motore.[32]

Leclerc a Monza nel vittorioso Gran Premio d’Italia 2019

Dopo una serie di piazzamenti non eccelsi, tra ordini di squadra ed errori d’inesperienza, in Canada ottiene il secondo podio in carriera, piazzandosi terzo alle spalle di Hamilton e Vettel. Stesso piazzamento viene replicato Gran Premio di Francia. In Austria conquista la sua seconda pole position in carriera, facendo segnare anche il record del tracciato: chiude la gara in seconda posizione, dopo averla condotta per larga parte, cedendo solo nel finale a Max Verstappen.[33][34] Va ancora a podio in Gran Bretagna, dove conquista il gradino più basso sfruttando anche un incidente tra Vettel e Verstappen.

Dopo un ritiro all’Hockenheimring sotto il diluvio, e un piazzamento a punti all’Hungaroring, in Belgio ottiene la pole position e, soprattutto, la sua prima vittoria in Formula 1, la prima assoluta per un monegasco nel circus oltreché la prima della stagione per la Ferrari; con tale affermazione, a 21 anni e 10 mesi diventa il più giovane pilota a vincere un Gran Premio con il Cavallino, battendo dopo 51 anni il precedente record di Jacky Ickx.[35] La settimana dopo si ripete in Italia, dove fa registrare ancora pole e vittoria, riportando la Ferrari a trionfare a Monza a 9 anni dalla precedente affermazione di Fernando Alonso. Conquista la partenza al palo anche nei due successivi Gran Premi di Singapore e Russia, poi entrambi conclusi a podio: nell’occasione eguaglia Michael Schumacher come unici piloti di Maranello capaci di ottenere quattro pole consecutive.[36] Dopo tre gare fuori dal podio e un ritiro in Brasile per un contatto con il compagno Vettel, Leclerc torna sul podio nel conclusivo appuntamento di Abu Dhabi con la terza posizione: conclude la sua prima annata in Ferrari al 4º posto con 260 punti e la conquista del Trofeo

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Antropologia culturale: il popolo Masai

I Masai sono un popolo che vive sugli altopiani al confine fra Kenya e Tanzania.diventati stanziali da quando arrivano gli inglesi coloni che portano l’istruzione e la religione cristiana. Questo porta allo sviluppo e all’importanza dell’agricoltura e dell’allevamento.

CACCIA E DIVISIONE RUOLI

La società Masai è organizzata per gruppi d’età maschili, i cui i membri vengono iniziati a diventare guerrieri e successivamente anziani. Non hanno capi, ma ogni gruppo ha un ‘Laibon’ di riferimento, una sua guida spirituale. Si diventa capi del villaggio in base a quante prede si fanno. I cacciatori danno la pelliccia dell’animale ucciso alla persona che scaglia il primo colpo.

RUOLI DELL’ UOMO

Tutti i giovani non ancora iniziati fino ai bambini di circa 12 anni, vengono a far parte dello stesso gruppo, diviso in due  la destra e la sinistra. Questa divisione verrà mantenuta per tutta la vita. Il rito più importante è la circoncisione (emorata) che deve essere sopportata in silenzio. Dopo la è considerato un moran, giovane guerriero. Dopo 6 mesi, il moran dovrà vestirsi di nero e potrà disegnare sul viso dei simboli usando terra bianca e vivranno in una casa speciale. il gruppo che ha avuto la circoncisione passerà di grado, diventando guerriero anziano e con il tempo diventeranno membri anziani

RUOLO DELLA DONNA

Le donne hanno un loro rito di passaggio l’infibulazione. Queste pratiche sono sotto accusa e vietate dalla legge

RELIGIONE

I Masai sono monoteisti e credono in Enkai, dio che si rivela con colori diversi a seconda dell’umore. Dio è nero quando è buono, rosso quando è irritato. La vera natura di dio è difficile da capire, ma si sa che dio è parnumin, il Dio di tanti colori Dio aiuta gli esseri umani e per farlo è aiutato da spiriti. La persona incaricata dal sacro è l’Oloibon che fa da mediatore tra dio e l’uomo. La maggioranza dei Masai oggi è cristiana, o vicina al cristianesimo.

SIGNIFICATO DEI GIOIELLI

il colore e il tipo di perline indossate, infatti, indicano età e condizione sociale Per esempio, gli uomini con un alto rango sociale nella tribù indossano gioielli più elaborati, con più colori.  Le ragazze Masai spesso indossano un grande disco pianeggiante attorno al collo quando ballano. indossano una collana molto elaborata e pesante il giorno delle nozze. Una volta diventata moglie, una donna Masai indossa il Nborro, lunga collana con perline blu. Anche i colori, infatti, hanno un significato. Il rosso, è considerato un colore associato al coraggio e al sangue. Il bianco rappresenta invece la pace, la purezza e la salute.Il blu è legato all’energia e al cielo, l’arancione all’ospitalità, così come il giallo. Il verde è associato alla salute e alla terra. Il nero rappresenta il popolo e le lotte che deve sopportare.

CURIOSITÀ

Danza di benvenuto

La prima donna masai ad aver sposato un bianco

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Interaction Design

Spazio Negativo e Interaction Design

Cos’è lo spazio negativo?

Lo spazio negativo è uno spazio di transizione che non necessariamente deve essere bianco, ma può assumere, a seconda delle esigenze, qualsiasi tonalità di colore.

Chao definisce l’utilizzo dello spazio nel design come un’abilità che richiede una comprensione dell’estetica, della funzionalità e del comportamento umano. 

Lo spazio negativo non è nient’altro che uno strumento in più, che il designer deve sfruttare a suo vantaggio. Un buon artista visivo capisce l’importanza dello spazio, poiché è un’area che richiama l’attenzione e accentua il vero soggetto.

Lo spazio nell’Interaction Design

Nell’interaction design lo spazio bianco svolge tre funzioni principali:

  • Migliorare la comprensione: se le interfacce sono sommerse da informazioni, la riduzione di esse diminuisce il disturbo dell’attenzione e migliora la comprensione. Infatti se utilizzato in modo corretto, lo spazio tra i paragrafi e i margini aumenta la leggibilità fino al 20%. 

  • Chiarire le relazioni: richiama il principio della prossimità della Gestalt, il quale afferma che posizionando elementi vicini questi appaiono simili rispetto a quelli posizionati a una distanza maggiore. Lo spazio negativo si comporta come un bordo invisibile, ovvero crea una regione di prossimità che aggiunge ordine in aree che altrimenti potrebbero risultare caotiche.

lo spazio negativo

  • Attrarre l’attenzione: la riduzione della quantità di elementi fa risaltare quelli restanti. Il potere dello spazio negativo deriva dai limiti della memoria e dell’attenzione umana. Un esempio è la comparazione tra il motore di ricerca Google e quello Yahoo. Il primo ha intuito che l’unico bottone necessario alle persone è quello di ricerca. Il secondo invece sommerge l’utente con troppe scelte.

Dunque lo spazio negativo può aggiungere o togliere valore al contenuto, a seconda di come viene utilizzato. Inserire troppo spazio tra gli oggetti correlati di un’interfaccia crea un design frustrante, allo stesso tempo stipare troppi elementi insieme ha come risultato un design disorganizzato.

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WordPress: scoperte falle su plugin SEO, migliaia i siti infettati

Sicurezza Informatica: difetto critico per il plugin WordPress Rank Math

Dall’inizio dell’anno, gli hacker stanno provando ad impadronirsi dei siti web WordPress sfruttando bug recentemente corretti o errori zero-day dei plugin installati su migliaia di siti web.

Una vulnerabilità di escalation dei privilegi rilevata nel plugin SEO di WordPress Rank Math può consentire agli aggressori informatici di far guadagnare i privilegi di amministratore a qualsiasi utente registrato.

Rank Math è un plugin di WordPress è definito dai suoi sviluppatori come “il coltellino svizzero di WordPress SEO” ed è progettato per aiutare i proprietari di siti web ad attirare più traffico sui loro siti attraverso l’ottimizzazione dei motori di ricerca.

Gli esperti di cyber security: ecco cosa consentono le falle

Secondo gli esperti di cyber security, lo sfruttamento di questo bug consentirebbe agli hacker di bloccare gli amministratori dai loro siti revocando i loro privilegi dato che molti siti web sviluppati in WordPress hanno un solo amministratore.

Hanno scoperto inoltre una seconda vulnerabilità che ha reso possibile agli utenti non autenticati di creare reindirizzamenti da quasi tutte le posizioni sul sito verso qualsiasi destinazione di loro scelta.
L’attacco potrebbe essere utilizzato per impedire l’accesso a tutti i contenuti esistenti di un sito (a eccezione della home page), reindirizzando i visitatori verso un sito dannoso.

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